QUALE DEVE ESSERE LA DURATA DI UN RAPPORTO SESSUALE?

durata rapporto sessuale 

QUALE DEVE ESSERE LA DURATA DI UN RAPPORTO SESSUALE?

Si possono davvero definire i tempi al di sotto e al di sopra dei quali le cose non funzionano più?

Una ricerca pubblicata sul Journal Sexual Medicine, una delle più prestigiose riviste scientifiche, ha scoperto (dagli stessi autori della rivista) che : il sesso dovrebbe durare dai 3 ai 13 minuti; se il sesso dura meno di un minuto si può parlare di eiaculazione precoce. La definizione evidentemente incentrata sul punto di vista maschile, segna già un primo limite ai molti tentativi di stabilire dei criteri validi per tutti e per ogni occasione.

Una ricerca condotta da 50 ricercatori della Society for Sex Therapy and Reserch di Washington,in merito alla questione della durata, ha scoperto che un rapporto sessuale che supera i 13 minuti è a “rischio noia”. Ai ricercatori è stato chiesto di delimitare la ricerca della durata in base a quattro termini: adeguato, auspicabile, troppo breve e troppo lungo e i risultati dell’analisi sono stati i seguenti: un rapporto sessuale tra i tre e i sette minuti è risultato adeguato, tra i sette e i tredici auspicabile, troppo breve invece da un minuto a due e troppo lungo dai tredici ai trenta minuti.
Secondo la ricerca effettuata da un team australiano, cercando di fare chiarezza sul tema dell’eiaculazione precoce, è stato evidenziato che a soffrire di questo disturbo sarebbe il 3% della popolazione maschile in età adulta, contrariamente a studi precedenti che stimavano percentuali fra il 25 e il 30%. “Chi soffre di eiaculazione precoce deve manifestare il problema fin dal primo rapporto sessuale e il raggiungimento dell’orgasmo deve verificarsi sempre sotto il minuto” spiegano gli autori dello studio. Chris McMahon, direttore del centro australiano di salute sessuale e coautore dello studio ha affermato che “Per parlare di tale disfunzione devono, inoltre, verificarsi altre due condizioni: l’uomo deve sperimentare l’impossibilità di controllare o ritardare l’eiaculazione e devono verificarsi problemi di natura psicologica legati alla difficoltà di posticipare il raggiungimento dell’orgasmo, quali frustrazione, ansia e calo del desiderio sessuale“.
Sembra possibile avvicinarci ad un concetto di soddisfazione sessuale più “umano” e alla portata di tutti. Il Professor Corty, uno degli autori del primo studio, commenta: “Non vorremmo che questi dati venissero presi troppo alla lettera, né che il rapporto sessuale si semplificasse ad una performance a tempo. L’intento della nostra ricerca è proprio quello di tranquillizzare le coppie e molti uomini che vivono in maniera ossessiva la loro vita sessuale. È necessario ricordare che la durata dell’atto sessuale è notevolmente diversa da coppia a coppia e dipende dalla scambievolezza dei singoli individui”.
E secondo voi è il tempo che definisce un rapporto sessuale o la sua qualità?

 

Arianna di Dillo ad Arianna

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